Il binomio tra tecnologia e diritto sta dando vita a riflessioni e prodotti molto interessanti, ma spesso si scambiano per sinonimi gli iperonimi che descrivono queste due discipline. I termini cambiano con l’uso e con il tempo, spesso possono essere fluidi, ma anche confusi. Un esempio è la distinzione tra legal tech e IT law. Questi due termini possono essere fraintesi come sinonimi, in realtà non lo sono, ma descrivono una prospettiva diametralmente opposta tra le due materie. Vi è infatti una sostanziale differenza, perché si riferiscono al rapporto estrinseco ed intrinseco tra tecnologia e diritto: la tecnologia per il diritto e il diritto della tecnologia.
Distinzione tra diritto della tecnologia e tecnologia per il diritto
Il primo caso, il legal tech – ambito chiamato a volte anche lawtech, anche qui da fare le dovute differenze – riguarda l’applicazione delle tecnologie innovative al campo del diritto. In principio, ci si riferiva agli strumenti informatici del diritto con “tecnologia giuridica”; ora, con l’evoluzione degli strumenti e una ramificazione del settore, si preferisce racchiudere tutto sotto il termine legal tech. Nel secondo caso, invece, l’IT law è la branca del diritto che si occupa di tutti gli aspetti legali relativi alle tecnologie e agli strumenti tecnologici. Il progredire dello sviluppo tecnologico e l’emergere di questi nuovi prodotti hanno portato alla crescita di un bisogno quanto mai urgente di normare tali strumenti entranti nel mondo del diritto e, in generale, nella vita delle persone.
Sebbene aumentare l’efficienza dei servizi legali e rendere il sistema giuridico più accessibile, riducendo i costi e incrementando l’inclusione, siano propositi positivi e vantaggi da non sottostimare, la tecnologia e il progresso portano sempre delle conseguenze, anche negative, e delle sfide da affrontare. L’utilizzo e l’applicazione di nuovi strumenti ha comportato anche dubbi e riflessioni non indifferenti sulla tutela dei diritti, sulla responsabilità e sulla proprietà intellettuale. Il diritto, o meglio l’IT law, ha il compito di regolamentare e creare un quadro normativo che coniughi il giusto equilibrio tra tecnologia e diritto. Infatti, appartengono a questo campo semantico il diritto della protezione dei dati personali e della privacy, la tutela della proprietà intellettuale e le opere digitali, la normativa relativa all’intelligenza artificiale e la moderazione dei contenuti.
Questo ambito si occupa delle svariate tematiche che sorgono da problemi o questioni legali che le tecnologie comportano, come la responsabilità civile – ma anche penale – delle macchine e degli strumenti tecnologici. Tra gli innumerevoli aspetti etici che il progredire della tecnologia ha portato con sé, vi sono quelli legati all’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa. Vengono affrontate anche questioni relative alla validità giuridica in sé di questi strumenti legal tech, chiedendosi ad esempio se gli smart contracts abbiano lo stesso valore legale dei contratti tradizionali, quale sia il confine tra strumento e professionista, o come cambi la responsabilità dell’avvocato che utilizza strumenti di legal tech. È compito di chi lavora in questo ambito garantire che gli algoritmi usati nel settore legale siano giusti ed equi, non discriminatori e che rispettino i diritti umani; questi soggetti hanno dunque il compito di contribuire affinché la giustizia sia più accessibile, cercando di adeguare il più possibile la normativa alle nuove tecnologie. Il diritto delle tecnologie, che racchiude la cyber law, il diritto della proprietà intellettuale e le altre materie di riferimento, ha il suo focus sulle implicazioni legali e su tutto ciò che ha a che fare con la legge e i diritti connessi alle nuove tecnologie.
Come abbiamo detto, con il termine legal tech ci riferiamo invece al rapporto pratico e applicativo della tecnologia al diritto, descrivendo anche tutti gli strumenti e le piattaforme che grazie all’innovazione tecnologica e all’informatica ci permettono di automatizzare alcune attività, rendere il lavoro del professionista più efficace e sveltire i processi giuridici. Tra le varie tecnologie a supporto di avvocati e studi legali troviamo gli smart contracts, le piattaforme di risoluzione di controversie online, documenti standardizzati e strumenti di intelligenza artificiale che prevedono l’esito delle cause legali. Questi e molti altri strumenti facilitano gli svariati compiti dell’ambito del diritto. Esiste però, come anticipato, un’ulteriore distinzione tra legal tech e lawtech, che possiamo semplificare dicendo che le tecnologie legal tech si rivolgono agli avvocati e i professionisti del diritto, mentre gli strumenti lawtech ai clienti, ovvero sono creati per semplificare i servizi legali e l’accesso alla giustizia ai cittadini.
L’interdipendenza tra le due discipline
Tutti questi termini nati per riferirsi a questo nuovo connubio, e in particolare legal tech e IT law, pur non essendo sinonimi perché riguardano due aspetti diversi dello stesso argomento, ovvero del rapporto tra tecnologia e diritto, sono però interdipendenti. Le evoluzioni tecnologiche che vengono adottate e applicate al campo del diritto hanno ripercussioni sull’IT law, perché hanno inevitabilmente implicazioni legali. Dunque, sono due facce della stessa medaglia, perché l’emergere di nuove tecnologie crea la necessità di nuove regole e nuove norme da implementare.
Tutti questi termini nati per riferirsi a questo nuovo connubio, e in particolare legal tech e IT law, pur non essendo sinonimi perché riguardano due aspetti diversi dello stesso argomento, ovvero del rapporto tra tecnologia e diritto, sono però interdipendenti. Le evoluzioni tecnologiche che vengono adottate e applicate al campo del diritto hanno ripercussioni sull’IT law, perché hanno inevitabilmente implicazioni legali. Dunque, sono due facce della stessa medaglia, perché l’emergere di nuove tecnologie crea la necessità di nuove regole e nuove norme da implementare.
L’intersezione tra diritto e tecnologia, grazie alla sua complementarità e costante evoluzione, è un ambito che porterà profondi cambiamenti nel mondo del diritto, come del resto ha già fatto. Rimangono diverse sfide da affrontare, nonostante le grandi opportunità che possono nascere dalla sincronia dei due settori. La prima riguarda proprio la doppia velocità a cui il progresso ci ha abituati. La rapidità dell’innovazione tecnologica rende il diritto spesso incapace di tenere il passo e questa fatica di sincronizzarsi può sia danneggiare l’innovazione che mettere in difficoltà il campo del IT law. Le leggi, come sappiamo, in genere richiedono molto tempo per essere redatte, elaborate, approvate e messe in vigore. Tempi che si allungano anche perché queste tecnologie sono recenti, e non è mai facile gestire e normare qualcosa di completamente nuovo che viene introdotto nella società. Di conseguenza, nascono questioni giuridiche molto complesse che non hanno precedenti da cui prendere spunto o una giurisprudenza da cui partire. Alcuni esempi sono la questione della responsabilità civile degli algoritmi, la responsabilità penale delle macchine automatiche, la protezione dei dati, tutto ciò che concerne le intelligenze artificiali generative, le criptovalute e tanti altri quesiti da risolvere. Il campo che forse mette più in difficoltà il diritto e l’IT law è quello relativo alla sicurezza informatica, poiché la forte dipendenza dalle tecnologie digitali ci espone a rischi di violazioni a cui non eravamo avvezzi in precedenza. L’ambito giuridico ha in sé anche il tema etico, e conciliare l’etica e il diritto con la tecnologia si sta rivelando un’ardua impresa. Non è detto che però le soluzioni legal tech portino solo dilemmi etici: se pensiamo ad alcune innovazioni, come quelle relative alla justice tech, le opportunità di miglioramento potrebbero essere anche maggiori.
Questa combinazione impone, per funzionare, una collaborazione tra giuristi, ingegneri e sviluppatori, sia per creare innovazioni legal tech che rispondano al meglio alle esigenze dei servizi legali, sia per progettare in modo etico e nel rispetto pieno dei diritti le nuove tecnologie che si introducono nella nostra vita. Anche sotto questo aspetto, il mondo del diritto è cambiato perché è sempre più aperto all’interdisciplinarità, soprattutto in determinati settori: integrare il sapere giuridico con quello tecnologico, ad esempio, è un dovere per un’efficienza maggiore di entrambi gli ambiti. La formazione dei professionisti del diritto è una prerogativa di base e acquisire nuove competenze, sia per utilizzare gli strumenti di legal tech sia per destreggiarsi nell’ambiente digitale, è perentorio, anche per velocizzare il processo normativo in materia digitale e cercare di stare al passo con i cambiamenti. In definitiva, sia illegal tech che l’IT law, fatte le dovute differenziazioni, sono parte di un binomio collaudato e destinato ad essere sempre più intrecciato nella nostra società.
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