La pervasività di Internet nelle nostre vite quotidiane ci dà la sensazione di essere continuamente spiati e controllati, oltre agli innumerevoli vantaggi di interconnessioni e velocità nella comunicazione che diamo oramai quasi per scontato. L’Internet delle cose (IoT) e la nostra costante presenza sul web ci hanno trasportato in una dimensione in cui la sfera del privato è separata da una linea sottilissima dalla sfera del pubblico e della condivisione e diffusione su scala globale.
Lo spionaggio di certo non è nato in questi anni, ma sembra che più siano sofisticati gli strumenti informatici, e più vi sia margine di farvi breccia. Ancor più preoccupante ai livelli istituzionali è lo spionaggio politico. Sono noti i casi di dossieraggio, attacchi hacker a siti governativi e personaggi politici, non solo in Italia.
La digitalizzazione dei documenti e delle comunicazioni ha portato ad un assetto globale in cui nulla è completamente al sicuro. Da sempre, i documenti classificati come riservati sono sigillati e custoditi in posti segreti; i documenti digitali, però, spesso sono più facili da scovare e da hackerare. I livelli di sicurezza a livello informatico necessitano di ulteriori reti di sicurezza.
La digitalizzazione dei documenti e delle comunicazioni ha portato ad un assetto globale in cui nulla è completamente al sicuro. Da sempre, i documenti classificati come riservati sono sigillati e custoditi in posti segreti; i documenti digitali, però, spesso sono più facili da scovare e da hackerare. I livelli di sicurezza a livello informatico necessitano di ulteriori reti di sicurezza.
Oggi gli attacchi informatici sono alla portata di tutti, ma il potenziale impatto è cresciuto in maniera esponenziale, perché può avere conseguenze economiche, ambientali, diplomatici e di sicurezza nazionale non indifferenti. Per questo motivo, la cyber sicurezza può essere considerata un’arma di difesa politica, poiché una corretta e fortificata protezione alle infrastrutture digitali governative e istituzionali può valere come una fortezza militare e salvaguardare la stabilità del paese, e non solo. Allo stesso modo, l’intrusione illegale nei sistemi informatici istituzionali può essere considerata una sorta di arma di attacco.
La situazione è piuttosto complessa, in particolare perché gli hacker, o i gruppi di hacker, che minacciano migliaia di siti al giorno, navigano e operano nell’ombra e nell’anonimato, il che gli permette di agire indisturbati senza temere ripercussioni. Infatti, dietro questi gruppi di cyber criminali spesso si possono nascondere anche governi di paesi nemici, che hanno intenzione di destabilizzare il governo di un determinato stato oppure in cerca di informazioni o segreti per mettere i propri avversari alle strette e trarne dei vantaggi personali.
Considerando la questione globale e mosso dalla volontà di agire in modo preminente sulla sicurezza informatica, il governo italiano sta preparando un piano per rafforzare la cyber sicurezza nel nostro paese. L’idea esposta dal ministro Crosetto coinvolgerebbe anche una vera e propria forza armata atta alla difesa cibernetica, in modo da essere pronti a qualsiasi
Difatti, oggi tra le principali potenze si combattono guerre tecnologiche all’ordine del giorno: pensiamo al continuo scambio di accuse di spionaggio tra Stati Uniti e Cina, in cui entrano in gioco anche dinamiche economiche e timori per rivelazioni di segreti commerciali.
I segreti e le informazioni riservate sono, dunque, ciò che di più prezioso hanno i governi e la risorsa più ambita a cui possono aspirare i suoi avversari. Dati e informazioni sono custoditi come un tesoro inaccessibile e ogni furto o rivelazione può scatenare una catastrofe. La fragilità su cui si basano gli equilibri dovrebbe far agire gli stati e i governi ad investire in maniera più cospicua sulla cyber sicurezza, poiché, nonostante il loro valore, i dati e le informazioni riservate sono costantemente oggetto di attacchi e minacce informatiche.
Gli attacchi informatici alle agenzie governative significano profitti di miliardi, perché i dati sensibili che trattano tali agenzie hanno un valore sul mercato nero di migliaia e migliaia di dollari. Questo fa sì che i siti istituzionali e governativi siano quelli più attaccati e minacciati, la più grande piazza da cui attingere per lo spaccio di dati. Ma ciò che significano questi attacchi sono allo stesso tempo perdite ingenti, non solo economiche, ma di stabilità politica e istituzionale. Sistemi informatici vulnerabili determinano governi e paesi vulnerabili. Le
La cyber sicurezza è una questione di sicurezza nazionale e internazionale: non riguarda il singolo, la singola azienda o un unico ente governativo. In Italia, ma non solo, nonostante i passi avanti, l’attenzione della pubblica amministrazione per la sicurezza informatica e la protezione dei dati e delle informazioni riservate risulta ancora molto scarsa, e di conseguenza rende le istituzioni fragili e vulnerabili.



