Il Processo Civile Digitale: verso una giustizia telematica

La legal transformation non riguarda soltanto gli studi legali e la professione forense. Anche i processi giudiziari stanno vivendo un periodo di profonda trasformazione. Se negli Stati Uniti è già una realtà consolidata, negli ultimi anni il sistema giudiziario italiano si sta adeguando a questa digitalizzazione grazie all’introduzione del processo civile digitale, chiamato anche processo telematico (PCT). 

La digitalizzazione della procedura civile rappresenta una vera rivoluzione nell’ambito giudiziario. In concreto, si tratta di un trasferimento in digitale dei documenti e delle comunicazioni che prima erano cartacee. Grazie a questo sistema vengono ridotti i tempi di procedura e semplificato l’accesso ai servizi e agli atti legali.  

La strada verso una digital justice 

Le lungaggini del sistema tradizionale manuale e cartaceo sono risultate inefficienti e hanno imposto un radicale cambiamento. Il processo di trasformazione verso il PCT è stato piuttosto lungo, con numerose piccole innovazioni che dai primi anni 2000 sono state introdotte al fine di rendere le procedure più veloci e trasparenti, tra cui l’adozione di strumenti telematici per la presentazione degli atti processuali, con l’obiettivo di eliminare la gestione cartacea e ridurre gli errori di trascrizione. Il primo passo verso la digitalizzazione dei processi giudiziari è arrivato con il D.P.R. 13 febbraio 2001, n. 123, ma la svolta si è avuta con il Decreto Legge n. 90/2014, che sancisce l’obbligo dell’utilizzo del Processo Telematico in molte situazioni. Nel 2014, infatti, è diventato obbligatorio avere il deposito telematico per gli atti processuali; la spinta drastica è arrivata durante la pandemia, che ha posto la necessità di soluzioni alternative per permettere il prosieguo dell’attività giudiziaria da remoto.   

Le innovazioni del PCT 

Il processo telematico sfrutta le tecnologie come la posta elettronica certificata (PEC) che non solo sostituisce l’invio cartaceo, ma assicura anche la tracciabilità e l’integrità dei documenti inviati, parte essenziale della trasmissione degli atti processuali, fino ai sistemi di archiviazione elettronica dei documenti e le piattaforme di videoconferenza per le udienze. I sistemi di gestione documentale permettono di archiviare, consultare e condividere in tempo reale gli atti e i documenti relativi a un procedimento. In questo modo, si elimina la necessità di doversi incontrare fisicamente o il rischio di smarrire il documento. Ogni procedimento civile è dotato di un fascicolo informatico, consultabile online dalle parti e dai giudici, e le notifiche degli atti processuali avvengono tramite posta elettronica certificata (PEC), garantendo maggiore rapidità e certezza. Infine, l’utilizzo di piattaforme digitali consente di gestire le udienze in modalità telematica, favorendo la partecipazione da remoto di avvocati, giudici e parti coinvolte, e contribuendo così a una maggiore efficienza procedurale. 

La trasformazione digitale della giustizia non si è conclusa: man mano che le tecnologie evolvono si potranno adattare al mondo giudiziario. Già con i sistemi di intelligenza artificiale generativa abbiamo assistito ad un ulteriore cambiamento, con l’uso di sistemi automatizzati, la gestione dei calendari processuali e la notifica degli atti. Questi permettono di monitorare in tempo reale lo stato di avanzamento di un procedimento, facilitando una migliore organizzazione del lavoro e una gestione più tempestiva delle scadenze. 

La trasformazione digitale della giustizia non si è conclusa: man mano che le tecnologie evolvono si potranno adattare al mondo giudiziario. Già con i sistemi di intelligenza artificiale generativa abbiamo assistito ad un ulteriore cambiamento, con l’uso di sistemi automatizzati, la gestione dei calendari processuali e la notifica degli atti. Questi permettono di monitorare in tempo reale lo stato di avanzamento di un procedimento, facilitando una migliore organizzazione del lavoro e una gestione più tempestiva delle scadenze. 

Nel 2024 con il D.Lgs. n. 164/2024 correttivo della Riforma Cartabia sul processo civile, si è posto un altro tassello per la digitalizzazione della giustizia e delle procedure giudiziarie. Una delle modifiche principali è stata la pubblicazione delle sentenze tramite canale telematico: la sentenza si considera pubblicata subito dopo il deposito telematico nel portale del PT. Questo taglia costi ed elimina passaggi burocratici superflui. Un’altra rettifica ha riguardato le comunicazioni di cancelleria: tutte devono essere fatte tramite PEC, secondo quanto prescritto dal Codice dell’Amministrazione Digitale, eliminando il “biglietto di cancelleria”. 

Il bilanciamento costi-benefici è in positivo perché, come negli studi legali, anche qui la riduzione dei tempi e dei costi è fondamentale. L’efficienza delle comunicazioni e nella trasmissione e conservazione dei documenti è fondamentale per velocizzare i processi giudiziari. Inoltre, c’è da considerare che il processo telematico consente un accesso più equo alla giustizia: le piattaforme online permettono a cittadini e professionisti di seguire in tempo reale l’evoluzione di un procedimento, rendendo il sistema più accessibile soprattutto a chi risiede in aree geografiche distanti dai centri di giustizia tradizionali. 

Permangono i timori legati alla privacy, per questo motivo è indispensabile adottare sistemi di sicurezza avanzati e piattaforme adeguate a garantire la riservatezza e tutelare i dati personali degli attori coinvolti nel processo. 

Il processo civile digitale o telematico (PCT) rappresenta una prospettiva orientata verso il futuro e una risposta concreta alle esigenze di un mondo in evoluzione e dinamico che si sta trasformando in modo rapido. L’innovazione tecnologica è il fulcro attorno al quale si muove questa evoluzione e le istituzioni, come il sistema giudiziario, non possono e non devono porre resistenza a questo processo, ma piuttosto accettarlo e sfruttarne tutti i benefici che ne possono derivare. Un sistema giudiziario al passo con i tempi si sta dimostrando in grado di reggere le sfide della velocità quotidiana in cui viviamo, garantendo tempi di risposta più rapidi, soluzioni meno dispendiose e maggiore trasparenza.   

L’intelligenza artificiale, così come la blockchain, stanno facendo enormi passi avanti e porteranno sicuramente ad ulteriori cambiamenti nel processo civile, che potrebbero rivoluzionare la giustizia rendendola più accessibile e sicura. Questo cambiamento epocale nella storia della giustizia è destinato a procedere verso una trasformazione ancora più ampia con i giusti investimenti nelle infrastrutture e l’adozione di nuove tecnologie sempre più specializzate. 

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