Cyber Solidarity Act: lo scudo europeo sulla cyber security

Il Cyber Solidarity Act (CSA) rappresenta il nuovo “scudo” europeo per la cybersecurity. Il Regolamento 2025/38 è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale europea il 13 marzo 2025 e si pone come una colonna contro le minacce informatiche sul territorio europeo.  

L’impegno dell’Unione europea per garantire un quadro normativo forte e competitivo diventa sempre più solido: l’obiettivo di “A Europe fit for the digital age” include le direttive NIS 2, DORA e non da ultimo il Cyber Resilience Act, concepito per rafforzare le capacità dell’Unione nel rilevare, prepararsi e reagire alle minacce e agli incidenti informatici su larga scala.  

Le preoccupazioni per le minacce informatiche in Europa sono diventate man mano più serie dopo numerosi attacchi che hanno colpito i paesi membri. L’Italia è uno di questi paesi, ma non l’unico. Per diventare credibile sul mercato tecnologico e sulle innovazioni digitali, l’Europa deve anche dotarsi di uno scudo difensivo da tutti i potenziali attacchi che arrivano dalla rete.

L’obiettivo del CSA è quello di rafforzare la “resilienza informatica”, sia dei singoli stati che dell’Unione intera. La resilienza informatica è la capacità di “riprendersi” da eventuali attacchi di un sistema, e questo rende i dispositivi più forti per la loro capacità di reazione. Sul lungo periodo, questa capacità contribuirà alla ricercata sovranità tecnologica dell’UE in ambito cyber security. L’UE vuole infatti ritagliarsi un ruolo da protagonista nel settore industriale digitale e sul mercato tecnologico. Questo Regolamento, insieme alle direttive DSA e DMA completa il quadro normativo per potenziare la sua posizione competitiva. 

L’obiettivo del CSA è quello di rafforzare la “resilienza informatica”, sia dei singoli stati che dell’Unione intera. La resilienza informatica è la capacità di “riprendersi” da eventuali attacchi di un sistema, e questo rende i dispositivi più forti per la loro capacità di reazione.

I tre punti chiave del Cyber Solidarity Act sono l’European Cyber Shield, ovvero un sistema di protezione cyber, uno scudo paneuropeo che rileva la situazione in corso. Poi c’è il Cybersecurity Emergency Mechanism, un meccanismo di emergenza che offre supporto e risorse a stati o istituzioni colpiti da un cyber attacco.

Ogni paese membro nomina un centro di monitoraggio nazionale che condivide informazioni su eventuali minacce o vulnerabilità con i centri di monitoraggi degli altri paesi. Questo sistema di allarme interconnesso e “cross-border” rafforza la struttura di protezione europea, con una capacità di risposta maggiore. 

Rispetto ai precedenti strumenti normativi istituiti dall’Ue negli ultimi anni, il CSA si distingue per il suo puntare sulla solidarietà tra i vari stati e dare una risposta a livello centrale. Per questo motivo, è necessario uno sforzo collaborativo da parte di tutti gli Stati. Questa solidarietà spesso può mancare in determinati ambiti e potrebbe essere un ostacolo all’efficacia del Regolamento.

Lo scudo digitale europeo è sia uno strumento normativo che un cambio di passo rispetto al passato: le minacce informatiche sono prive di frontiere e confini, dunque richiedono lo stesso paradigma. Per far sì che nessuna infrastruttura critica venga danneggiata da malware esterni, cosa che avrebbe ripercussioni su tutta l’Europa, l’impegno condiviso deve essere tale da creare un unico muro difensivo.

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