Le intercettazioni e il riconoscimento biometrico sono tra gli strumenti di controllo personale più temuti, perché viaggiano su un confine sottile tra sorveglianza per la sicurezza e violazione della privacy. Con l’applicazione di software di intelligenza artificiale il loro utilizzo solleva ancor più perplessità, sia a livello giuridico che etico. In Italia, le intercettazioni telefoniche sono state spesso argomento centrale nel dibattito politico, anche alla luce della stretta inserita nella legge Nordio (accolta con molte polemiche). L’intelligenza artificiale ha complicato la percezione delle intercettazioni perché le rende più precise, riducendo il margine d’errore, ma allo stesso tempo apre lo spazio a svariati problemi.
L’
Come per le intercettazioni telefoniche, anche il riconoscimento facciale crea un ampio dibattito tra chi vorrebbe un maggior accesso alle informazioni dei singoli e chi lancia allarmi su eventuali perdite di libertà individuali. Questo è stato argomento di forte discussione, anche in sede europea, durante la redazione dell’
Il Regolamento europeo ha introdotto esplicitamente il divieto di sviluppare sistemi di intelligenza artificiale che servono alla valutazione e classificazione delle persone in base a caratteristiche e comportamenti, poiché un bias discriminatorio sarebbe molto pericoloso. I sistemi biometrici che classificano le persone sulla base dell’etnia e di orientamenti politici e religiosi sono vietati, perché inducono ad un comportamento sociale pregiudizievole.
Il Regolamento europeo ha introdotto esplicitamente il divieto di sviluppare sistemi di intelligenza artificiale che servono alla valutazione e classificazione delle persone in base a caratteristiche e comportamenti, poiché un
I pericoli di cui tiene conto il Regolamento europeo sono relativi alla possibilità di creare, grazie all’intelligenza artificiale, potenti strumenti di manipolazione, sfruttamento e controllo sociale. A causa del suo alto rischio di pericolosità, l’UE ha posto il divieto assoluto per i sistemi di riconoscimento biometrico in tempo reale, al fine di evitare discriminazioni e trattamenti pregiudiziali da parte delle autorità, oltre che una possibile deriva autoritaria di controllo della società. Sul piano etico, infatti, si paventa una forte possibilità di trasformare questo strumento di sicurezza in oggetto di controllo e sorveglianza continua, avvicinando la società ad un assetto non lontano dal distopico 1984.
Come sappiamo, l’
Proprio a questo proposito, il Parlamento ha introdotto la
Per tutelare i cittadini europei, la normativa impone alle autorità di rendere trasparente qualsiasi utilizzo di tecnologie di intelligenza artificiale anche per le intercettazioni telefoniche. Inoltre, la decisione finale deve essere presa da un essere umano. Si tratta di strumenti che aiutano e facilitano i giudici nell’analisi di un caso giuridico, ma non devono esserne i sostituti. I legislatori europei ci hanno tenuto a sottolineare questa precauzione proprio per mantenere un equilibrio tra lo sfruttamento delle nuove tecnologie e il rispetto della privacy e dei diritti umani fondamentali.
Per tutelare i cittadini europei, la normativa impone alle autorità di rendere trasparente qualsiasi utilizzo di tecnologie di intelligenza artificiale anche per le intercettazioni telefoniche. Inoltre, la decisione finale deve essere presa da un essere umano. Si tratta di strumenti che aiutano e facilitano i giudici nell’analisi di un caso giuridico, ma non devono esserne i sostituti. I legislatori europei ci hanno tenuto a sottolineare questa precauzione proprio per mantenere un equilibrio tra lo sfruttamento delle nuove tecnologie e il rispetto della privacy e dei diritti umani fondamentali.
Le intercettazioni, e ancor di più il riconoscimento biometrico, sono considerati strumenti molto invasivi nella vita delle persone. L’Europa ha voluto impedire un uso indiscriminato e non regolamentato di queste tecnologie per evitare ogni abuso e manipolazione che ne possano derivare. Il bilanciamento tra il rispetto dei diritti e della privacy delle persone e i rischi e i pericoli di ordine e sicurezza è fondamentale. Proprio questo bilanciamento è alla base della valutazione di impatto che le autorità sono tenute a svolgere, come stanno facendo, ad esempio, per le telecamere con riconoscimento facciale installate nella metropolitana di Roma, il