Your smart home is spying on you! Può sembrare eccessivo e allarmistico, ma il rischio che tutti i device tecnologici che abbiamo in casa e che stanno rendendo le nostre abitazioni collaborative e intelligenti, in realtà ci stiano spiando, è una paura piuttosto concreta.
Le smart home sono una comodità moderna: il piacere di avere assistenti vocali che ti ricordano gli impegni o che eseguono i tuoi comandi, come spegnere e accendere le luci autonomamente, oppure le telecamere di sicurezza per controllare figli o animali domestici, sono sicuramente un vantaggio. Dietro queste comodità, però, si nasconde una verità che non possiamo ignorare: le smart home possono diventare delle spy home.
La privacy nelle nostre abitazioni può essere compromessa da questo tipo di device, perché sono costantemente connessi e raccolgono informazioni dettagliate sulle nostre abitudini quotidiane, sugli spostamenti e anche sulle conversazioni dei membri dell’appartamento. Questo monitoraggio li aiuta ad essere più efficienti, sicuramente, ma queste informazioni potrebbero essere usate per fini di marketing o, peggio, per scopi di sorveglianza.
Cosa più importante è che, se questi dispositivi non vengono protetti e gestiti in modo adeguato, possono diventare preda di hacker e cyber criminali che accederebbero facilmente alle informazioni personali. La vulnerabilità dei dispositivi può rivelarsi un’arma contro di noi e la nostra privacy. Ciò che possiamo fare per difenderci, se non vogliamo rinunciare a questi dispositivi, è optare per brand riconosciuti e affidabili in termini di sicurezza e trasparenza.
Se i timori che le smart home si evolvano in spy home fossero fondati e diventassero concreti, le conseguenze per la nostra privacy sarebbero pericolose. Questi dispositivi hanno i nostri dati personali, i sistemi di pagamento, conoscono il nostro indirizzo di casa e la maggior parte ha anche accesso al nostro riconoscimento facciale e vocale: dati che servono sia per migliorare la user experience, sia che possono essere usati per violazioni.
La maggior parte di questi device tecnologici può essere sfruttata in un modo o nell’altro, soprattutto se supporta la connettività wireless. Wi-Fi, Bluetooth e NFC sono tutti comuni nelle tecnologie intelligenti, in quanto consentono di comunicare con altri dispositivi. È proprio questo però a permettere ai cybercriminali di infiltrarsi. Nel momento in cui chiediamo ad Alexa, per esempio, di cercare qualcosa sul web, anche le previsioni meteo, dobbiamo essere coscienti del fatto che sta comunicando con l’esterno, cercando su vari siti web. Quest’apertura può essere anche una via di entrata per chi cerca una breccia per violare la nostra privacy.
Le smart home, dunque, ci espongono al mondo esterno e alle intromissioni in numero esponenzialmente superiore rispetto a quelle che avverrebbero se non avessimo questo tipo di dispositivi. Un hacker potrebbe intercettare le connessioni wireless di un prodotto smart home per accedere ai dati, o ottenerne il controllo remoto.
La sicurezza della rete e dei dispositivi giocano un ruolo fondamentale, perché una rete Wi-Fi debole o un dispositivo poco sicuro permettono che i tentativi esterni abbiano più successo. Come è ovvio immaginare, i cyber criminali hanno interesse a prendere di mira una smart home non di certo per avere il controllo sui dispositivi, ma per rubare ciò che contengono: dati.
La sicurezza della rete e dei dispositivi giocano un ruolo fondamentale, perché una rete Wi-Fi debole o un dispositivo poco sicuro permettono che i tentativi esterni abbiano più successo. Come è ovvio immaginare, i cyber criminali hanno interesse a prendere di mira una smart home non di certo per avere il controllo sui dispositivi, ma per rubare ciò che contengono: dati. I criminali informatici, infatti, li usano per venderli sul dark web e utilizzare credenziali di pagamento per introdursi nei conti.
Oltre alle intromissioni, sono cresciuti i timori relativamente ai dispositivi stessi e i dati che raccolgono. La preoccupazione principale nasce dal fatto che questi dispositivi, come ad esempio i dot speaker, sono sempre in ascolto quando sono accesi – lo dimostra il fatto che appena sentono la parola chiave (Alexa, ad esempio) rispondono. Questo significa che ascoltano tutte le nostre conversazioni e il fatto in molti suscita qualche domanda sulla potenziale registrazione di queste conversazioni.
La possibilità che i dispositivi della tua casa intelligente possano spiarti è remota, ma molto reale e concreta. Perciò, è bene prestare attenzione ai dispositivi esterni a cui ci si connette e all’integrità della sicurezza dei dispositivi che si possiedono, per evitare incursioni e violazioni.
L’attacco hacker ad una smart home non è solo frutto di fantascienza cinematografica, ma oggi è possibile che una casa ultraconnessa sia preda di minacce. Essere connessi significa indubbiamente essere vulnerabili. Scegliere sistemi e dispositivi IoT (Internet of Things) progettati e costruiti tenendo come fulcro principale la sicurezza – security by design – è essenziale se non vogliamo rinunciare alle comodità che offrono.
Nel 2021, il Garante per la protezione dei dati ha avviato un’informativa sugli assistenti digitali, ovvero i programmi e sistemi che interpretano il linguaggio naturale tramite algoritmi di intelligenza artificiale che permettono loro di dialogare con gli esseri umani. Questi sistemi raccolgono e memorizzano informazioni e dati personali e potendosi collegare a qualsiasi altro dispositivo nello stesso ambiente possono suscitare preoccupazioni. Tra queste informazioni, infatti, ci sono anche preferenze e abitudini degli utenti relative a stili di vita e consumi, ma anche voce e volto, ovvero le caratteristiche biometriche, oltre alla geolocalizzazione degli stessi utenti. Il Garante ha emanato dei consigli per garantire tutela e protezione anche dei minori coinvolti nell’ambiente, come lo spegnimento di alcuni dispositivi in modo temporaneo per non farli stare sempre accesi e in dormiveglia, modalità che permette ai dispositivi di fare passive listening. Un altro consiglio del Garante è quello di cancellare di tanto in tanto la cronologia e ovviamente di modificare le password e cancellare i dati.
Da mezzo di comodità e sicurezza, la sorveglianza può diventare controllo, ed è sempre opportuno stare in allerta se non vogliamo che le nostre smart home diventino spy home.
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