SupTech: il monitoraggio dell’autorità

Strettamente legato agli ambiti di FinTech e RegTech è quello del SupTech. Con questo termine, contrazione di Supervisory Technology, si intende l’utilizzo di strumenti e tecnologie avanzate per la raccolta e l’analisi dei dati da parte delle autorità di vigilanza con il fine di monitorare il settore finanziario.  

Lo sviluppo e la crescente evoluzione dell’applicazione tecnologica in questo settore, come l’intelligenza artificiale e il machine learning per servizi e prodotti finanziari, ha imposto che anche le autorità di vigilanza procedessero in questa direzione. La velocità con cui procedono il FinTech e il RegTech ha reso necessario che anche le autorità si muovessero di pari passo per evitare di trovarsi in netto svantaggio, perché sebbene una maggiore automazione renda i processi più veloci ed efficaci, implica anche più sfide a livello legale.  

L’autorità di vigilanza ha dovuto adattarsi e ha iniziato ad impiegare i nuovi strumenti ai processi di monitoraggio, adottando anche un nuovo approccio di vigilanza, risk-based e proattivo. Il SupTech, infatti, si concentra sul prevenire i rischi in modo tempestivo e scongiurare crisi finanziarie, identificando le situazioni che potenzialmente possono comportare una minaccia. Questo nuovo ambito si sta rivelando un potente strumento contro la criminalità finanziarie e le attività illecite, tra cui il riciclaggio di denaro, come dimostrano numerosi studi e applicazioni pratiche sia a livello internazionale che nazionale.  

Il SupTech impiegato da Banca d’Italia e Consob

Dall’analisi dei big data agli algoritmi di machine learning, le banche centrali e le autorità di vigilanza finanziaria in tutto il mondo stanno investendo in modo significativo nel SupTech. Anche in Italia vi è una crescente predisposizione a queste tecnologie: ad esempio, la Banca d’Italia e la Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) le stanno adottando per migliorare la loro attività di supervisione. L’ambito di applicazione principale del SupTech nel caso della Banca d’Italia è stato l’AML (Anti Money Laundering), ovvero l’anti riciclaggio di denaro. Inoltre, lo stesso ente ha pubblicato alcune linee guida sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel settore finanziario e ha promosso iniziative di collaborazione con le startup FinTech. La Banca d’Italia svolge, dunque, un ruolo primario nell’evoluzione del SupTech nel nostro paese. Insieme con altri enti (Agid, Agcom, Agenzia delle Entrate, Consob e Garante privacy), l’autorità finanziaria ha formato un comitato sotto la coordinazione del Mef che monitora lo sviluppo del FinTech a livello sia nazionale che internazionale, lavorando sull’interoperabilità tra le varie autorità per essere preparati ad eventuali minacce. Il compito del comitato FinTech è quello di sorvegliare gli sviluppi della tecno-finanza e formulare provvedimenti normativi. L’attività di sorveglianza e monitoraggio avviene attraverso il dialogo con imprese, enti e centri di ricerca. 

Anche la Consob ha elaborato un piano strategico di vigilanza basato sull’intelligenza artificiale, sfruttando il potenziale tecnologico che stanno impiegando le FinTech per le attività e i processi di vigilanza. L’autorità ha creato degli algoritmi di lettura automatizzata dei documenti sintetici di informazioni (KIDs) che servono per orientare il cliente verso investimenti informati e consapevoli e per individuare eventuali abusi. Tali documenti sono strutturati in modo che gli algoritmi riescano a leggere e identificare eventuali criticità in soli tre secondi.  

Anche la Consob ha elaborato un piano strategico di vigilanza basato sull’intelligenza artificiale, sfruttando il potenziale tecnologico che stanno impiegando le FinTech per le attività e i processi di vigilanza. L’autorità ha creato degli algoritmi di lettura automatizzata dei documenti sintetici di informazioni (KIDs) che servono per orientare il cliente verso investimenti informati e consapevoli e per individuare eventuali abusi. Tali documenti sono strutturati in modo che gli algoritmi riescano a leggere e identificare eventuali criticità in soli tre secondi.  

Le autorità di vigilanza ora devono trovare nuovi equilibri tra l’efficienza delle innovazioni e le nuove sfide che pongono a livello di protezione dei dati e cyber sicurezza. È l’unica strada per rispondere in modo adeguato ai cambiamenti che stanno rivoluzionando il settore finanziario. 

RegTech e SupTech: differenze e connessioni

Spesso si tende a confondere il significato di questi due termini, scambiandoli per sinonimi. Entrambi appartengono allo stesso ambito, ma mentre il RegTech impiega la tecnologia per aiutare le istituzioni finanziarie e le FinTech a rispettare le normative, il SupTech mette la tecnologia a servizio delle autorità di vigilanza per monitorare il settore finanziario dai rischi ad esso connesso. 

L’obiettivo del RegTech è infatti semplificare i processi di compliance delle aziende finanziarie, riducendo i costi e adottando soluzioni automatizzate. Dall’altra parte, con strumenti simili, il SupTech lavora per migliorare la supervisione e il controllo sulle aziende.  

RegTech e SupTech sono quindi complementari e possono (e devono) lavorare in sinergia perché le soluzioni RegTech possono essere di supporto alle SupTech, fornendo alle autorità di vigilanza dei dati più accurati e veloci e facilitandone il lavoro. Entrambi i settori sono centrali nella trasformazione digitale del settore finanziario. 

Tecniche nell’ambito del SupTech

Esistono varie tecniche impiegate nel settore SupTech e ognuna contribuisce a migliorare la vigilanza. La real-time supervision, ad esempio, viene impiegata in particolare per la sorveglianza dei mercati finanziari poiché consente alle autorità di monitorare le attività in tempo reale, identificando i rischi potenziali. L’implementazione delle misure di vigilanza, invece, automatizza le attività ripetitive, come la generazione di report e la classificazione dei rischi. Gli algoritmi di machine learning vengono applicati ad esempio per creare modelli predittivi che anticipano gli sviluppi futuri del mercato finanziario. Questo processo permette di prevedere l’individuazione dei potenziali rischi – tra cui crisi finanziarie all’orizzonte (dynamic supervision e predictive supervision). 

Conclusioni

Come in ogni ambito in cui vengono impiegate, queste nuove tecnologie rendono i processi più efficienti, celeri e precisi nell’identificazione dei rischi. Ridurre il tempo di detection e di analisi permette un monitoraggio da parte dell’autorità di vigilanza più efficace. I benefici, che stanno già dimostrando, non eclissano completamente le preoccupazioni correlate alla digitalizzazione, come la gestione della privacy, i bias degli algoritmi e di conseguenza l’affidabilità dei risultati. Superati questi limiti, però, anche il settore del SupTech si saprà fare spazio nella rivoluzione tecnologica in atto per fiancheggiare lo sviluppo del RegTech e delle Fintech.  

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