Un passo importante nella semplificazione dei rapporti tra pubbliche amministrazioni e cittadini è rappresentato dagli Open Data. Questi sono dati resi accessibili a tutti, in un formato riutilizzabile, in modo gratuito. L’apertura di determinati dati è una rivoluzione nel campo amministrativo, perché costituisce una componente essenziale del processo di trasparenza e di agevolazione dei rapporti tra cittadini ed enti pubblici.
Gli Open Data della Pubblica amministrazione (PA) sono liberi da licenze e dunque incentivano il riutilizzo per scopi informativi e di mercato. Grazie ad essi, i cittadini possono verificare l’operato delle istituzioni e l’impatto effettivo delle politiche pubbliche, instaurando un rapporto basato sulla fiducia e sulla trasparenza; se incrociati con altri dati, provenienti da diverse fonti, facilitano la comunicazione tra enti pubblici.
I dati aperti hanno un forte valore conoscitivo e informativo. Non solo, poter accedere ai dati delle pubbliche amministrazioni significa anche avere l’opportunità di contribuire allo sviluppo della società, e questo favorisce una partecipazione attiva alla cosa pubblica. I cittadini, gli sviluppatori, le imprese e le associazioni di categoria hanno materiale utile e verificato da poter utilizzare in vari ambiti e aprire nuove opportunità di business. Ad esempio, progetti in ambito urbanistico, come la creazione di mappe interattive che aiutano nella pianificazione della città, o le app dei trasporti pubblici che partono proprio dagli open data. Sono molti gli esempi che possono derivare dalla collaborazione tra queste ultime e le imprese private per adottare nuovi servizi e prodotti e favorire lo sviluppo economico e sociale.
Open Data e privacy: tra apertura e tutela
Oltre ai vari benefici e vantaggi però, e come sempre quando si parla di dati, vi è la tutela della privacy da salvaguardare. L’accesso alle informazioni degli enti amministrativi, grazie all’utilizzo diffuso degli Open Data, è più semplice e costituisce un pilastro verso la trasparenza delle istituzioni. Tuttavia, l’apertura indiscriminata dei dati solleva importanti questioni legate alla privacy.
A livello europeo, la normativa vigente sugli Open Data è la Direttiva UE 2019/1024, che garantisce l’accessibilità a tutti i cittadini europei dei dati istituzionali e ne favorisce la diffusione per vari ambiti di applicazione. L’obiettivo della Direttiva è incentivare l’innovazione e stimolare nuove opportunità per il pubblico.
Un’apertura di determinati dati delle pubbliche amministrazioni, d’altra parte, è un’opportunità per tutta la società, perché offre vantaggi sia all’informazione sia allo sviluppo di nuove soluzioni.
Un’apertura di determinati dati delle pubbliche amministrazioni, d’altra parte, è un’opportunità per tutta la società, perché offre vantaggi sia all’informazione sia allo sviluppo di nuove soluzioni.
In Italia, il
La sfida tra apertura e protezione si fa sempre più complessa in visione delle prospettive future legate allo sviluppo di nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale e il
Utilizzi di Open Data
In Italia, dopo il recepimento della direttiva, l’Agenzia per l’Italia Digitale ha adottato le linee guida che regolano le tecniche di apertura dei dati e il loro riutilizzo. Questo documento supporta le pubbliche amministrazioni nelle modalità di pubblicazione, fornendo linee guida su quali formati impiegare, gli standard da utilizzare o i metadati da inserire per favorirne la ricerca e le licenze. Per facilitare il riutilizzo degli Open Data, l’Italia, come molti altri paesi, ha creato un portale dedicato, DatiOpen.it, dove si trovano i dati aperti delle istituzioni del nostro paese e tutti i dataset divisi per categorie principali. Molte pubbliche amministrazioni sia locali che nazionali, inoltre, pubblicano sui loro portali i dati resi aperti.
Nella pratica, i dati aperti sono di varia natura e vengono messi a disposizione per diverse finalità. Ad esempio, i dati statistici messi a disposizione dall’Istat possono essere utili come base di partenza per sviluppo di studi e soluzioni innovative, oltre a dare un contributo enorme all’informazione. Lo stesso vale per i dati ambientali, sulla qualità dell’aria o dell’acqua; quelli sul trasporto pubblico e sul traffico possono contribuire alla creazione di applicazioni per migliorare la situazione della viabilità e renderla sostenibile; i dati sui beni culturali aiutano allo sviluppo di un turismo più smart. Infine, i dati sui bandi pubblici e sulle gare d’appalto sono segno di trasparenza da parte delle istituzioni.
L’utilizzo degli Open Data è diventato essenziale per sviluppare analisi, condurre ricerche scientifiche e realizzare inchieste giornalistiche – il cosiddetto



