Tribunali e mediazioni online: implicazioni legali e sulla società

L’incremento di dispute e di conflitti sia nel pubblico che nel privato, unito al progresso della tecnologia, ha dato vita ai tribunali online, o tribunali digitali. Questi, noti anche come tribunali telematici, sono aule di tribunale virtuali che consentono di svolgere procedimenti giudiziari a distanza tramite videoconferenza o altre tecnologie di comunicazione online. Per accedervi, è necessario disporre di un computer o di un dispositivo mobile con connessione internet e di una webcam. Il giudice che gestisce l’aula digitale invia un link agli attori coinvolti nel processo per invitarli alla videoconferenza. Attraverso piattaforme di videoconferenza, come Zoom o Webex, è possibile svolgere veri e propri processi. Con le circostanze imposte dalla pandemia di Covid-19 che implicavano la chiusura dei tribunali e il distanziamento sociale, svolgere udienze online era un obbligo. Come la maggior parte dei cambiamenti e delle rivoluzioni che avvengono in condizioni forzate, anche i tribunali online hanno portato una svolta in un momento di crisi, ma sono diventati presto un nuovo strumento per svolgere i processi, rispondendo a radicate necessità della società.

Poter partecipare ad un processo in modalità online – come qualsiasi altra videoconferenza – offre molti vantaggi, tra cui un risparmio di soldi e di tempo, celerità, praticità e facilità di accesso. Ciò che cambia è anche la percezione che si ha del contesto giudiziario. Uscendo dai confini fisici di un’aula di tribunale non si è più circondati da tutto ciò che implica il trovarsi in un’aula di tribunale. Le ODR (Online Dispute Resolution) che portano le cause out-of-court ricreano, in uno spazio virtuale accessibile a tutti e in qualsiasi momento in modo semplice e veloce, quello che è un tribunale, con gli stessi attori coinvolti ma senza i limiti che lo spazio fisico impone. Questo fa ripensare il sistema giudiziario e gli conferisce un impatto più positivo agli occhi della popolazione.

La tecnologia penetra sempre più a fondo nel sistema giudiziario, prima garantendo una maggiore efficienza nella gestione dei casi e poi rendendo più accessibile la giustizia. Non sarà una fase breve né veloce, la maggior parte dei tribunali non ha ancora sfruttato il potenziale del digitale, ma molti sono fiduciosi. Anche lo studioso Richard Susskind ha decretato che l’ODR sarà una tecnologia rivoluzionaria che metterà in discussione il lavoro degli avvocati e giudici tradizionali e ha previsto che in futuro sarà il modo più usato per risolvere le controversie più semplici.

Come funzionano i tribunali virtuali

I processi nei tribunali virtuali si svolgono in modo simile a quelli nei tribunali tradizionali, con la differenza che le parti e i testimoni partecipano a distanza tramite videoconferenza. Il giudice presiede l’udienza da remoto e può utilizzare una serie di strumenti tecnologici per gestire il procedimento, come la condivisione di schermi, la visualizzazione di documenti e la traduzione simultanea. Le differenze con un procedimento giudiziario tradizionale sono però evidenti. Nei tribunali virtuali il processo si svolge in modo più veloce, senza attese e spostamenti. La riduzione dei costi, inoltre, è notevole se si considerano anche quelli relativi al trasporto e alla permanenza. L’accessibilità, come abbiamo detto, è il valore principale dei tribunali online. In questo modo, anche le persone che hanno difficoltà a spostarsi o vivono lontano possono accedere alla giustizia. Questa però è un’arma a doppio taglio, perché sebbene possa facilitare l’accesso al sistema, non bisogna dimenticarsi del divario digitale che non permette a tutti di usare la tecnologia. Infine, avendo a che fare con tecnologie digitali, è normale essere più vulnerabili a minacce informatiche e quindi ad una minore sicurezza sotto questo punto di vista.

Un limite dei tribunali online è poi la mancanza di contatto fisico. In comunicazione, il linguaggio non verbale e la prossemica valgono molto di più del linguaggio verbale. Per il giudice può essere più difficile valutare il comportamento e le emozioni delle persone dietro uno schermo. L’interazione non è la stessa in modalità digitale. Sebbene si svolga in videoconferenza, la percezione dell’altro è distorta e non completa. Questi però sono dettagli, perché l’adozione dei tribunali online non presuppone la sostituzione completa di quelli tradizionali. Si tratta, piuttosto, di un’alternativa, da integrare in modo complementare nel sistema.

Un limite dei tribunali online è poi la mancanza di contatto fisico. In comunicazione, il linguaggio non verbale e la prossemica valgono molto di più del linguaggio verbale. Per il giudice può essere più difficile valutare il comportamento e le emozioni delle persone dietro uno schermo. L’interazione non è la stessa in modalità digitale. Sebbene si svolga in videoconferenza, la percezione dell’altro è distorta e non completa. Questi però sono dettagli, perché l’adozione dei tribunali online non presuppone la sostituzione completa di quelli tradizionali. Si tratta, piuttosto, di un’alternativa, da integrare in modo complementare nel sistema.

In Italia, l’utilizzo dei tribunali virtuali è stato regolamentato dal Decreto-Legge 17 giugno 2020, n. 76, convertito con modificazioni nella Legge 4 agosto 2020, n. 120, che ha introdotto la possibilità di celebrare udienze civili, penali e amministrative a distanza. Infatti, nel nostro paese i giudici possono convalidare arresti tramite videoconferenza, interrogare testimoni, evitando di costringerli a recarsi in tribunale, e leggere le sentenze. A causa del – e anche grazie al Covid-19, per non bloccare il sistema giudiziario costretto alla chiusura sono stati stanziati fondi per l’acquisto di hardware e software per continuare a svolgere i processi online in videoconferenza. Allo stesso modo, giudici e avvocati hanno ricevuto una formazione per utilizzare tali strumenti e sono state redatte norme per disciplinare questo nuovo sistema garantendo il diritto ad un processo equo.

Tribunali online e mediazioni online rappresentano due modalità innovative di risoluzione delle controversie che sfruttano le tecnologie digitali per semplificare e velocizzare l’accesso alla giustizia. Come per i processi giudiziari, anche le mediazioni possono essere svolte in videoconferenza, con la possibilità di firmare contratti e accordi tramite firma digitale. Anche molte aziende utilizzano piattaforme per la risoluzione dei conflitti, tra cui Enel, Easyjet e tante altre. I clienti hanno la possibilità di presentare una domanda di risoluzione delle dispute online in modo gratuito (per alcuni) e rapido.

L’impatto sulla giustizia e sulla società

Queste nuove tecnologie hanno di certo un impatto notevole sul diritto, sulla giustizia e sull’intera società. È evidente che la possibilità di ridurre le barriere geografiche, ridurre le tempistiche e gli investimenti economici sono aspetti positivi di questa rivoluzione. I limiti e le diversità del processo online esistono ma non sono insormontabili, né dobbiamo considerare questa come una modalità esclusiva. Nonostante i tribunali digitali siano una svolta considerevole, per i casi più complessi non è concepibile svolgerli online. Lo sviluppo e l’integrazione di questo sistema saranno graduali e congiunti con la modalità fisica. Inoltre, ogni caso ha esigenze specifiche e l’utilizzo dell’ODR è da valutare caso per caso. Il primo passo per una corretta integrazione è la necessità di rafforzare le infrastrutture digitali, nonché la formazione degli attori coinvolti e, soprattutto, la definizione di chiare norme di utilizzo per garantire la trasparenza e l’equità. La digital justice deve evitare ulteriori diseguaglianze e migliorare l’accesso alla giustizia attraverso l’algoritmo digitale, che deve avere un impatto positivo e di qualità.

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