La notizia delle multe ad Apple e Meta da parte della Commissione Europea ha mostrato al mondo, e soprattutto agli Stati Uniti, che l’Unione fa sul serio sulle questioni relative al mercato tecnologico e alla protezione dei consumatori. Non importa quanto siano grandi e potenti, le Big Tech non spaventano l’Unione Europea, anzi. L’azione regolatoria di quest’ultima nei confronti delle grandi società tecnologiche statunitensi punta a rimettere in equilibrio il potere di mercato di piattaforme che controllano traffico, dati – soprattutto – e servizi imprescindibili per milioni di cittadini europei.
Gli strumenti normativi emanati negli ultimi anni dall’Ue dimostrano lo sforzo congiunto a livello legislativo di creare un quadro normativo che contenga le Big Tech e il loro propagare verso un monopolio. I due strumenti principali sono il
Nel caso specifico, Apple è stata multata per non aver permesso a sviluppatori e utenti di introdurre sistemi di pagamento alternativi all’App Store e per aver applicato eccessive commissioni alle transazioni esterne, violando appunto il
La guerra dei dazi di Trump e la corsa alle terre rare mettono il mercato tecnologico un po’ in crisi. Ora la decisione ferma di Bruxelles arriva come un campanello d’allarme per gli Stati Uniti. L’amministrazione di Trump ha commentato le sanzioni come “un’estorsione economica”. Ma la priorità dell’Europa, come ribattono dall’Unione, è quello di garantire un mercato digitale equo, senza fare sconti a nessuno.
La guerra dei dazi di Trump e la corsa alle terre rare mettono il mercato tecnologico un po’ in crisi. Ora la decisione ferma di Bruxelles arriva come un campanello d’allarme per gli Stati Uniti. L’amministrazione di Trump ha commentato le sanzioni come “un’estorsione economica”. Ma la priorità dell’Europa, come ribattono dall’Unione, è quello di garantire un mercato digitale equo, senza fare sconti a nessuno.
Nonostante il timore di alcune contromisure da parte di Washington, l’Unione non fa marcia indietro e rimane fedele alla strada di promuovere la competitività del mercato tecnologico europeo con quello statunitense. Bruxelles non ha intenzione di tollerare violazioni delle sue stringenti normative a tutela dei consumatori, anche se deve bilanciare l’aspetto regolatorio con quello innovativo e rendere l’Europa più attrattiva per lo sviluppo tech.
Quella dell’Unione Europea è anche una strategia per riequilibrare il potere di mercato delle Big Tech, che in alcune occasioni raggiunge livelli da monopolio. Queste poche aziende finora hanno dettato le regole del gioco, un meccanismo che l’Europa è intenzionata a rompere per permettere uno spazio di crescita anche ai concorrenti europei. Solo nel 2024, dall’entrata in vigore dei due strumenti normativi, l’Unione ha avviato due istruttorie e il messaggio che arriva a Washington è che colpirà ancora.
La battaglia alle Big Tech fa parte della guerra dei dazi tra Stati Uniti e Unione Europea. Da quanto emerge dalle trattative, Trump vorrebbe proporre un baratto: eliminazione dei dazi in cambio dei dati. I dati, come sappiamo, rappresentano oggi il potere di un paese e di un’azienda. Un potere che di fatto appartiene alle Big Tech.
Le maximulte non danneggiano economicamente le Big Tech e non basteranno sicuramente a creare un ambiente digitale multilaterale, che non abbia il dominio di alcune realtà. L’Europa vuole ribadire la sua sovranità digitale e ogni piattaforma e azienda deve rispettare gli individui e il pubblico interesse stando a regole comuni. Henna Virkkunen, la responsabile per la sovranità tecnologica europea, ha dichiarato: “vogliamo assicurarci che il nostro ambiente digitale sia equo, sicuro e democratico”.
Non sarà facile per l’Unione trovare un punto di accordo tra la stretta regolamentare e la libertà di innovare. Le
Conclusioni
Quello dell’Unione Europea è un segnale forte e coraggioso. Le maxi-sanzioni ad Apple e Meta rappresentano solo la prima fase di questo nuovo approccio europeo al mercato tecnologico. I due nuovi strumenti normativi,



