Avvocati online: l’etica professionale sui social network

I social network hanno ridisegnato il mondo della pubblicità e della promozione, anche per professioni che, fino a poco tempo fa, era impensabile potessero approdare a queste forme di marketing. Tra queste c’è sicuramente la figura dell’avvocato, che sta cambiando in modo rapido e in una direzione innovativa, così come la pratica legale. Se per i vecchi avvocati il marketing è un’eresia, per i giovani avvocati il marketing legale è diventato quasi essenziale.  

A spingere verso il cambiamento sono state soprattutto le nuove tecnologie e i nuovi strumenti di comunicazione, che hanno contribuito più di tutto a trasformare la professione legale. Gli avvocati oggi devono padroneggiare gli strumenti informatici e avere molte più competenze extradisciplinari: non bastano le competenze nel campo legale, avere nozioni di informatica e di marketing dà una marcia in più. Essere un avvocato non significa più solamente fornire assistenza legale e conoscere la pratica forense: l’avvocato oggi deve “sapersi vendere” e promuovere le proprie competenze, così come un qualsiasi imprenditore fa con la sua attività. Gli avvocati 4.0 non disprezzano l’attività di marketing, anzi, utilizzano i social network producendo e diffondendo contenuti quotidianamente. 

Le regole etiche per stare online

La presenza dirompente di professionisti sui social network ha reso avvocati, insegnanti, nutrizionisti, medici, dei content creator e ha sollevato non poche critiche e questioni di etica professionale. Tutti i paesi e gli ordinamenti hanno dovuto affrontare la questione etica man mano che cresceva la presenza dei professionisti online, tenendo conto della dignità e del decoro della professione e vietando alcune forme di pubblicità insieme ad altri divieti. Per quanto riguarda gli avvocati, il codice deontologico forense, approvato dal Consiglio Nazionale Forense (CNF) nel 2014, ha fissato alcune linee guida per regolamentare la presenza online dell’avvocato, in modo che rispetti i principi della professione. 

Il Codice prevede che gli avvocati debbano rispettare le norme deontologiche e non ledere la reputazione o l’immagine della professione anche nella vita privata, di conseguenza anche nella loro attività sui social. Secondo l’articolo 9, l’avvocato deve esercitare l’attività professionale con correttezza, dignità e decoro tenendo conto del suo rilievo sociale.  

Il Codice prevede che gli avvocati debbano rispettare le norme deontologiche e non ledere la reputazione o l’immagine della professione anche nella vita privata, di conseguenza anche nella loro attività sui social. Secondo l’articolo 9, l’avvocato deve esercitare l’attività professionale con correttezza, dignità e decoro tenendo conto del suo rilievo sociale.  

La presenza online e sui social degli avvocati non può essere superficiale. L’avvocato deve utilizzare un linguaggio corretto, informazioni vere ma non riservate e dettagli relativi a clienti; deve inoltre stare attento a non utilizzare espressioni diffamatorie, discriminatorie e offensive. A tal proposito si è espresso nel 2019 il Consiglio Distrettuale di Disciplina forense di Napoli, secondo cui: “L’avvocato che, a mezzo delle piattaforme social, adotta nei confronti delle Istituzioni forensi e dei colleghi espressioni sconvenienti ed offensive, viola i doveri di probità, dignità, decoro, lealtà, correttezza di cui agli art. 9 e 63 CDF, nonché il dovere di collaborazione con le Istituzioni forensi di cui all’art.71 CDF. Non costituisce un’esimente la contestualizzazione di tali comportamenti nell’ambito della critica politica.” La critica nei confronti delle istituzioni forensi, quindi, deve essere limitata e contenuta, evitando espressioni che possano denigrarle. La sentenza n. 2598 del 24/01/2022 ha stabilito che chi offende qualcuno sui social, o ne rivela dati sensibili, anche senza fare nomi, rischia la condanna per diffamazione aggravata.  

Un’altra regola da rispettare per la presenza sul web è il divieto di accaparramento della clientela. L’articolo 37 del CDF vieta di offrire le prestazioni professionali di avvocato al domicilio degli utenti, nonché nei luoghi di lavoro, di riposo, di svago e, in generale, in luoghi pubblici o aperti al pubblico. L’articolo 35 invece consente all’avvocato di fornire informazioni sulla propria attività, ma vieta messaggi ingannevoli o comparativi. È consentito presentare il proprio curriculum e le proprie competenze, purché le informazioni siano veritiere e non autocelebrative.

Le comunicazioni con i clienti, inoltre, devono rispettare la riservatezza e non devono avvenire in spazi pubblici online. Gli avvocati non devono nel modo più assoluto ledere il dovere di segretezza e riservatezza (art. 13) e divulgare dettagli su casi o persone specifiche, devono infatti assicurarsi che le proprie impostazioni sulla privacy siano adeguate a proteggere le informazioni personali e professionali. 

Infine, nel diffondere notizie e creare contenuti, gli avvocati hanno il dovere di corretta informazione (art. 35) per cui tutte le informazioni devono essere vere e trasparenti.  

Il mancato rispetto delle regole è motivo di sanzione disciplinare. Non mancano i casi di sospensione di avvocati, ad esempio negli Stati Uniti da parte dell’American Bar Association, per aver aggredito verbalmente altri avvocati o per aver fatto un uso improprio dei social network, come l’aver creato profili falsi per curiosare sugli imputati e i testimoni. 

Quando un avvocato (e vale per qualsiasi professionista) decide di “metterci la faccia” e fare contenuti video, scrivere articoli e contenuti sui social network deve essere consapevole delle conseguenze di ciò che sta facendo. Purtroppo, non sempre i professionisti presenti sui social network hanno chiari i loro obblighi e doveri. Oltre alle regole da seguire, è necessario avere buon senso e adottare un comportamento corretto in rete.  

Perché gli avvocati creano contenuti sui social? 

Gli studi legali e gli avvocati professionisti, soprattutto di un elevato calibro o di una big law firm, investono nella creazione di contenuti video, di articoli e delle cosiddette “pillole” sulle novità dell’ambito legale per fini di marketing. La rete, e in modo più specifico i social network, aprono un mondo di possibilità agli avvocati, che altrimenti rimarrebbero loro precluse. I video e i contenuti social servono per dare maggiore visibilità, sia al professionista che allo studio, a costo zero: un mezzo potente per il marketing legale. Molti video seguono i trend delle notizie di attualità: questi vengono creati proprio per spiegare novità legali o relative a nuove leggi o provvedimenti ad un pubblico vasto, in modo più tecnico di quanto possono fare i giornali, ma meno complesso di quanto sia il testo di legge, comunicando così concetti legali in modo chiaro e semplice.  

Un altro obiettivo degli avvocati online è porsi come mediatore tra la materia giuridica e gli utenti, i comuni cittadini. L’intento è quello di avvicinarli con video brevi e coinvolgenti: in tal modo aumenta la fiducia in quel brand e in quell’avvocato. Un procedimento che aiuta a costruire, o a consolidare, l’immagine dello studio e la sua brand awareness. La creazione di video informativi e di approfondimento su temi legali specifici posiziona gli avvocati come esperti nel loro settore e aumenta la loro visibilità così come quella dello studio. Allo stesso tempo infonde fiducia nell’utente. Il rapporto con il cliente-utente viene fortificato, perché l’avvocato mostra il lato umano, abbandonando quello freddo e distaccato del professionista, creando una personalizzazione e un coinvolgimento diverso.  

Inoltre, la visualizzazione dei video aumenta il tempo di permanenza sui canali dello studio legale e aumenta la fiducia nel brand. Ciò va ad incrementare la lead generation, ovvero il generare contatti che possono diventare potenziali clienti. I video possono essere inseriti nelle pagine di destinazione del sito web per aumentare le conversioni, ovvero il numero di visitatori che si trasformano in clienti. Lo stesso vale per i clienti esistenti, rafforzando il legame e la fidelizzazione con loro attraverso informazioni e aggiornamenti utili.  

La creazione di contenuti e video per gli avvocati è una strategia efficace di legal marketing e fa parte del processo di legal transformation, che migliora il rapporto con il cliente così come la comunicazione del diritto stesso. Questi vantaggi però hanno anche dei limiti e delle controindicazioni. Gli avvocati restano dei professionisti che maneggiano una materia delicata e fondamentale, per questo sono tenuti a rispettare in modo ligio le regole deontologiche. Non si tratta solo di obblighi e divieti, ma di avere buon senso e rispetto per la propria professione e per le persone con cui si ha a che fare. I social network sono un ottimo strumento, in grado di avvicinare gli utenti, apparentemente non interessati a determinati temi, al diritto e a questioni che riguardano tutti, bisogna però usarli in modo ragionevole. 

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